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Il futuro fotografico post Covid-19

2 Aprile 2020

FOTOGIORNALISMO ED EVENTI POST COVID-19

Il periodo storico che stiamo vivendo è unico nel suo genere, cosi unico che sta rivoluzionando non solo il modo di vivere ma anche il mondo del lavoro. Attività che fino a due mesi fa si credevano solide, situazioni che sembravano ormai delineate, sono state spazzate via con un colpo di spugna, senza preavviso, costringendo a cambiare modus operandi, riferendosi soprattutto a quei settori dove l’approccio personale è fondamentale.

Gran parte del mondo fotografico rientra proprio in questa area.

La fotografia di eventi e il fotogiornalismo rientrano nella casistica: vivono di assembramenti, di popolo, di persone, di incontri, di situazioni che adesso sembrano impossibili e che chissà quando e se rivedremo. Il mondo della fotografia cambierà inevitabilmente, sarà una nuova epoca e bisognerà inventarsi soluzioni per farla sopravvivere.

In che modo?

Personalmente, a livello di eventi ed entertainment, credo che il navigare a vista sia l’azione che andrà per la maggiore in quanto la ripresa sarà lenta e lunga, inevitabilmente condizionata dal concetto di gruppo. Non è possibile fare piani per il futuro finché non si aprirà uno spiraglio da parte del Governo che dovrà decidere le modalità con le quali tornare ad una presunta normalità.

Il mondo del fotoreportage invece non cambierà troppo, il suo carbone è la notizia del momento: prima c’era la Brexit, ora il Coronavirus che trascinerà il mondo dei quotidiani e non solo ancora per un bel pezzo, e in mezzo tutto ciò che è correlato dall’informazione dominante.

Ciò che cambierà drasticamente sarà la mancanza di manifestazioni, proteste, dimostrazioni e ciò che riguarda il poter esprimersi in un luogo pubblico, a favore di una quantità immaginabile di storie e reportage su situazioni legate al Covid-19, molte delle quali passeranno inosservate fino a stancare sia il lettore sia coloro che avranno la sfortuna di dover leggere i portfolio.